Categoria: Crociere
Codice offerta: 40TOUR
  • Descrizione
  • La quota comprende
  • La quota non comprende
  • Nave
  • Localita'
  • Porto
  • Supplementi
  • Extra

La Aranui III è una nave unica al mondo. Metà cargo e metà nave da crociera, il vascello misura 177 m di lunghezza e, durante la sua spola tra Tahiti e le Isole Marchesi, trasporta container, pallet, pacchi ma anche passeggeri. Simile a un mulo da soma dei mari del sud, l’ Aranui III non passa mai inosservato: l’insolito profilo del suo ponte, affollato di container e casse, attira l’attenzione almeno quanto la sua poppa, delle dimensioni di un piccolo edificio, e completa di eleganti passerelle, una piscina e un solarium. Ma al di là delle apparenze, questa nave multifunzione è unica soprattutto per via della sua rotta. Negli ultimi 20 anni, infatti, l’ Aranui solca le acque della Polinesia da un capo all’ altro per rifornire le Isole Marchesi, l’arcipelago più isolato in una regione vasta quanto l’Europa.
Agli occhi dei 9.000 abitanti delle Isole Marchesi, l’Aranui è più di una semplice nave: essa rappresenta uno dei pochi collegamenti con il mondo esterno e una fondamentale fonte di rifornimenti, materiale e attrezzature, oltre ovviamente ai visitatori, che si riversano su queste isole ogni tre settimane.
Agli occhi dei passeggeri, l’ Aranui è più di una semplice nave da crociera. Sebbene a bordo siano presenti tutti i comfort che ci aspetta da questo tipo di vascello, come ristorante, palestra, edicola e cabine confortevoli, l’ambiente che è possibile trovare sul ponte è unico nel suo genere: a bordo dell’ Aranui, passeggeri ed equipaggio vivono fianco a fianco e divengono velocemente una grande famiglia che condivide una straordinaria avventura.


....... Sono chiamate “la terra degli uomini” (Henua enana) in quanto
risultano essere state una delle regioni maggiormente colonizzate e
sottoposte ad immigrazioni. Si stima che l'uomo raggiunse le isole
dell'arcipelago delle Marchesi intorno al 100 a.C., provenienti dalle
isole Tonga e Samoa. Quindi la prima colonizzazione fu di tipo
polinesiana. Gli spagnoli approdarono alle Marchesi molto più tardi.
L'esploratore spagnolo Álvaro de Mendaña de Neira pensando d'aver
raggiunto le Isole Salomone sbarcò il 21 luglio 1595. A questo gruppo
di isole diede il nome di Marchese di Canete in onore del Viceré del
Perù García Hurtado de Mendoza che lo aiutò a finanziare la sua
impresa.
A circa 1500 chilometri da Tahiti, le isole marchesi sono situate
all’Equatore, all’estremo settentrione della Polinesia Francese.
La natura in queste isole è la protagonista indiscussa. Esse sono
estremamente montagnose ed estremamente selvagge: la presenza
dell’uomo è limitata a pochi gruppi di persone che risiedono
stabilmente solo in alcune di queste isole. L’intero arcipelago infatti è
costituito da 12 isole di origine vulcanica e solamente sei di queste
sono abitate. A seconda della posizione geografica, le isole si
suddividono in gruppo nord, composto da Nuku Hiva, Ua Huka e Ua
Pou e gruppo sud, composto da Tahuata, Fatu Hiva e le isolette d Hiva Oa. Caratteristica comune alle isole Marchesi è avere coste
frastagliate e battute dalle correnti e di essere punteggiate da molte baie naturali. Noto per la tradizione artigianale, l’arcipelago risulta molto famoso per le antiche vestigia rappresentate dai monumenti tiki di Hiva Ora. In queste isole ha origine la sacra arte del tatuaggio, ancora oggi diffusa e praticata. Nell’arcipelago vengono ancora effettuati riti antichi, come ad esempio le caratteristiche danze. Le Marchesi risultano essere l’angolo di cultura più vivo della Polinesia.
Aranui 3 è la nave da crociera e cargo che naviga da Papeete per quasi 800 miglia raggiungendo le spettacolari e lontane Marchesi. Aranui è il collegamento di queste isole con il mondo esterno per la consegna di provviste e la raccolta di cocco. Grazie anche alla presenza, a bordo di uno studioso di storia e cultura delle Isole Marchesi, Aranui 3 è la soluzione ideale per chi è alla ricerca di mète poco esplorate e di grande bellezza naturalistica.Le tappe sono in tutto 15, per cui c’è moltissimo tempo per esplorare le isole. E’ cambiato poco in queste isole intatte, dove le strade e le automobili sono pochissime. I visitatori sono molto rari e sono accolti con tutti gli onori. La prima immagine delle Isole Marchesi sono le guglie dei monti di Ua Pou, “aghi vulcanici come guglie di una chiesa riccamente adornata”, come scriveva Robert Louise Stevenson nel 1880. Ogni volta che la Aranui III attracca in porto, gli abitanti dei villaggi si riuniscono per darle il benvenuto. Mentre il nostro forte equipaggio scarica le provviste – dal cemento allo zucchero – e carica sacchi di copra (polpa di cocco essiccata), le esperte guide multilingue vi portano a conoscere artisti locali e vi conducono su percorsi mozzafiato verso le rovine nascoste nella giungla. Non dimenticherete mai l’arrivo nella spettacolare baia di Nuku Hiva, un gigantesco anfiteatro vulcanico dominato da altissime scogliere venate da maestose cascate. Ci sono straordinari siti per le immersioni e paesaggi mozzafiato da godere in elicottero. Dieci anni prima di scrivere Moby Dick, il ventitreenne Herman Melville sbarcò qui dalla sua baleniera nel 1842. Ripercorreremo la sua fuga in uno spettacolare jeep safari tra le montagne fino ad una misteriosa vallata fluviale nella giungla, ancora praticamente uguale a quando Melville la descrisse nel suo primo romanzo autobiografico – Typee. Nascosti tra i boschi di bambù e i tralci di vaniglia, vedrete i tiki, statue di divinità in pietra, siti rituali sacri ed enigmatici petroglifi di uccelli, pesci e tartarughe sacre, e rocce scolpite con immagini di pesci. Hiva Oa è il luogo in cui approdò Paul Gauguin nella ricerca di un’isola incontaminata.
L’artista innamorato della vita dipinse qui i suoi ultimi capolavori. Nel cimitero collinare in cui Gauguin è sepolto si trova la lapide di un altro personaggio europeo, anch’egli sedotto da queste isole – il cantante e compositore Jacques Brel. Le guide vi mostreranno le misteriose rovine della giungla – le sculture più grandi dopo quelle dell’Isola di Pasqua.
Utilizzate in passato per riti religiosi, queste sculture in pietra di forma umana ricordano la grande civiltà che qui fiorì prima dell’invasione europea. Anche se Fatu Hiva è uno dei centri culturali delle Isole Marchesi, i passeggeri della Aranui sono gli unici visitatori di questa isola lontana e verdeggiante. Vedremo artisti intenti a dipingere antichi motivi su tele di tapa, a fabbricare parei e monoi, una miscela di olio di cocco e profumati fiori di tiaré. Vedremo artigiani al lavoro ad intagliare elaborati piatti abbacinante di maestose cascate, potrete rinfrescarvi con una nuotata in una zona appartata del fiume. A Ua Huka, ci sono più cavalli bradi che abitanti, che sono solo 300. Esplorarla a cavallo o a bordo di una jeep, offre la possibilità di godere di viste spettacolari. Lungo il percorso, si potranno assaporare i generosi piatti locali: aragoste grigliate, pesce crudo marinato in succo di lime e servito col latte di cocco, capra al curry, frutti dell’albero del pane, taro e banane rosse dolci.

 

Itinerario Giornaliero

1° giorno

TAHITI / ISOLE TUAMOTU - NAVIGAZIONE

Imbarco a Papeete verso le h. 10.00, sistemazione nella cabina e navigazione verso le Isole Tuamotu (orario d’imbarco: h. 7.00 – h. 9.00). L’arcipelago della Società (costituito dalle Isole Sopravento e dalle Isole Sottovento) è un insieme di isole alte tropicali circondate dalla laguna. L’isola principale è Tahiti, isola alta, con i suoi due splendidi massicci vulcanici: il
più grande coronato da nuvole, si erge a più di 2.000 m. con il monte Orohena, nel cuore di Tahiti Nui, l’altro culmina a 1.300 m. con il monte Mairenui in mezzo a Tahiti. Le due isole collegate dall’ istmo di Taravao, evocano una cometa di smeraldi, nell’ alone turchese della loro stretta laguna. L’arcipelago della Società conta inoltre: Moorea, con i suoi picchi vulcanici
che si riflettono nella acque tranquille della sua laguna, separata da Tahiti da soli 17 km. di mare profondo; Huahine, isola magica e selvaggia situata a 175 km. a nord-ovest di Tahiti; Raiatea e Taha’a, isole sacre dalle fertili vallate che condividono la stessa laguna; la celebre Bora Bora che domina l’irreale bellezza delle sue acque pescose, dei suoi “motu” ricoperti di palme e circondati da spiagge bianchissime e da giardini di corallo e Maupiti, isola del cuore, acciambellata in mezzo ad una laguna di giada. Tahiti è il cuore battente della Polinesia Francese. E’ contemporaneamente la porta d’entrata del territorio con l’aeroporto di Tahiti Faa’a, il centro amministrativo che accoglie la capitale del paese, Papeete ed il polmone economico con il suo porto, le sue aziende ed i suoi commerci. La navigazione attraversa il braccio di mare che separa l’arcipelago della
Società dall’ arcipelago delle Tuamotu per approdare a Fakarawa. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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2° giorno

TAKAPATO LAGOON

Arcipelago delle Tuamotu, atollo di Takapoto, passeggiate, nuotate e snorkeling.

Tuamotu è il più grande degli arcipelaghi polinesiani – le cui 76 isole ed atolli sono sparpagliati su un’area superiore a 20.000 km – è recentemente rinato a nuova vita grazie all’ insediamento di circa 250 aziende perlifere ed allo sviluppo del turismo legato ai suoi tesori naturali sottomarini che lo rendono una meta da non perdere per le immersioni subacquee o lo snorkeling.
Takapoto è un piccolo atollo di forma ovale di 20 km per 6 km nelle
Tuamotu. In 15 minuti a piedi, si raggiunge la splendida spiaggia di sabbia
bianca, dove si consumerà un piacevole pic nic. E’ possibile nuotare o fare
snorkeling nella sua laguna translucente per osservare i balletti colorati dei
pesci tropicali che la popolano. Pensione completa e pernottamento a bordo

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3° giorno

TAKAPATO LAGOON / NUKU HIVA - NAVIGAZIONE

3° giorno (lunedì) - Intera giornata di navigazione. Relax a bordo,
leggendo un libro,prendendo il sole o ascoltando una delle conferenze a bordo.
Durante questa giornata di avvicinamento all’arcipelago delle Marchesi, è
possibile rilassarsi con un libro su uno dei ponti della nave, nuotare nella
piccola piscina o godere del panorama. La nave è dotata di una biblioteca
nella quale si può trascorre il tempo libero per approfondire la cultura
melanesiana anche parlando con lo specialista di tale cultura o con
l’antropologo (a bordo di ogni crociera è infatti sempre presente un esperto
della cultura delle isole Marchesi – lista degli esperti disponibile su
richiesta). Anche lo staff della nave (rigorosamente polinesiano) è disponibile a dare qualsiasi informazione sugli usi e costumi della loro terra. Quasi ogni sera, lo staff intratterrà i partecipanti con canti e suoni di strumenti tradizionali (ukule). L’ arcipelago delle Marchesi, con i suoi paesaggi potenti, i suoi dirupi ed i suoi picchi acuminati, le sue vallate profonde, impone la sua differenza. In queste isole ci sono poche pianure litoranee o spiagge di sabbia bianca, il loro fascino è altrove e dipende forse dalla forza della loro semplicità selvaggia. Nuku Hiva, Hiva Oa, Fatu Hiva,…per spostarsi nelle isole dai rilievi tormentati sono d’obbligo, i fuoristrada o il cavallo. Sono probabilmente proprio i loro paesaggi tormentati e maestosi, taglienti e generosi, che gli hanno valso il nome di “terra degli uomini”. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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4° giorno

NUKU HIVA

Si giunge all'isola di Nuku Hiva, nella baia di Taiohae, un gigantesco anfiteatro vulcanico dominato dalle svettanti scogliere percorse dalle cascate.
Navigazione nella spettacolare baia di Taiohea, un gigantesco anfiteatro
vulcanico dominato dalle scogliere torreggianti bagnate dalle cascate e che
rappresenta una delle meraviglie dell’isola di Nuku Hiva. Nel giugno del
1842, Nuku Hiva è la prima delle isole Marchesi ad essere sulla rotta
casuale della baleniera a bordo della quale il più grande romanziere del mare, Herman Melville, si appresta a scoprire un paese del quale “nessuna
descrizione saprebbe renderne la bellezza”. “Grandiose” e “sorprendenti”,
sono le parole che s’impongono quando lo sguardo si posa sugli strapiombi
imponenti di Nuku Hiva e scivola poi lungo i loro fianchi che si tuffano
nell’immensità dell’oceano. I segreti che racchiude l’isola sembrano
impenetrabili, ben protetti da una vegetazione che ricopre la “Terra degli
uomini” con questo velo di mistero, indescrivibile eppure ben presente. Con
un fuoristrada sulle orme di Melville, lungo scoscese strade di montagna fino al villaggio di Hatiheu per visitare un sito archeologico. Pranzo nel ristorante di Yvonne, uno dei migliori delle Marchesi, dove la specialità è il maiale cotto in un forno sottoterra. Avrete modo di incontrare Yvonne che è anche il sindaco della città . Dopo il pranzo, si prosegue per la valle di Tapivai, luogo di molte leggende, cascate e fiumi segnano un percorso protetto da “tiki” scolpiti nella pietra e coperti di muschio, luoghi di culto sacri “me’ae” e immense piattaforme di pietra “paepae hiamoe” dove i Taipi costruivano le loro case. Enigmatici petroglifi di uccelli, tartarughe e pesci sacri sono scolpiti su enormi macigni. Dopo le visite, a bordo del tender dell’Aranui lungo il fiume si ritorna sull’Aranui, ancorata nella baia. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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5° giorno

NUKU HIVA / UA POU

La seconda tappa della crociera è l'isola di Ua Pou, dove si visiterà la piccola cittadina di Hakahau.
Dal ponte della nave, ammirerete le guglie slanciate delle montagne di Ua
Pou. Ogniqualvolta la nave attracca, gli abitanti delle isole ci danno il
benvenuto e mentre l’equipaggio scarica le merci di vario tipo e carica i
sacchi di copra (polpa secca delle noci di cocco), esplorerete la piccola
cittadina di Hakahau con la sua chiesa al cui interno si trova un baldacchino
in legno fatto a mano. E’ facile incontrare in questa isola alcuni intagliatori di talento. Si salirà fino in cima ad un’altura da cui avrete una vista da togliere il respiro delle montagne coperte dalle nuvole. Al ristorante Rosalie, gusterete il primo pranzo marchesiano: il frutto dell’albero del pane, alimento base della cucina delle marchesi assieme alla capra al curry, all’aragosta alla griglia, al pesce crudo marinato nel succo di lime e bagnato nel latte di cocco, il taro e le banane rosse dolci.
Pensione completa e pernottamento a bordo.

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6° giorno

UA POU / HIVA OA

Lasciamo Ua Pou per raggiungere l'isola di Hiva Oa. Qui è dove vissero Paul Gauguin e Jacques Brel.

“Su queste isole, dove la solitudine è totale, ho trovato una sorta di pace”,
scriveva Jacques Brel, il quale trascorse gli ultimi anni della sue vita ad
Atuona, sull’isola di Hiva Oa. Questa terra impervia, la cui bellezza resta
vergine, appena sfiorata dal ventesimo secolo, racconta in ogni luogo la lunga
e appassionante storia marchigiana, che il visitatore può scoprire
passeggiando fra i banani e le papaie, nelle vallate segrete. L’isola di Gauguin o come lo chiamavano i missionari “Coquin (Birbante)”, ha conservato il proprio carattere selvaggio e il ritmo tranquillo delle attività tradizionali che sedussero il pittore, venuto anch’egli a trascorrere qui i suoi ultimi giorni. Seguire le sue tracce significa visitare senz’altro il museo che racchiude numerose copie delle sue opere e fermarsi alla “Casa del Piacere”, che lo ospitò durante il suo soggiorno sull’isola. Nel cimitero, su un’altura che sovrasta il porto, sotto un’enorme albero di frangipane si trova una tomba con la semplice iscrizione: Paul Gauguin 1903. Vicino a questa la tomba di un altro famoso europeo, anch’egli sedotto da Hiva Oa: il compositore Jacques Brel che vi morì nel 1978. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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7° giorno

HIVA HOA / FUTU HIVA - NAVIGAZIONE

Fatu Hiva è la più meridionale, la più irrigata, la più lussureggiante, la più lontana e la più autentica isola dell’arcipelago delle Marchesi.

Posta all’estremo sud dell’arcipelago, l’isola è formata da due vulcani incastonati in rilievi tormentati, scanditi dal ritmo del sole e dal passo dei cavalli in libertà. I due pacifici villaggi di Omoa e Hanavave, tagliati fuori dal mondo, al riparo di scoscese pareti rocciose che orlano lo spazio verdeggiante fino all’oceano, sono collegati da un’unica strada, che può essere percorsa in 4X4, a cavallo o a piedi. Sotto gli occhi del visitatore si stendono 17 km. di panorama indimenticabile, avvicinandosi alla baia delle Vergini, una delle baie più belle del mondo, chiamata così per i grandi picchi rocciosi che la circondano, le cui forme evocano delicate silhouette femminili. Centro artistico per eccellenza delle Marchesi, l’isola del “tapa” è il regno degli artigiani che riproducono, su stoffe prodotte dalle fibre di determinati tipi di legno, disegni ispirati agli antichi tatuaggi marchesiani. Le “mama” cui è tradizionalmente affidata la pittura su “tapa”, affiancano a questa attività quella della confezione di “umuhei”, bouquet profumati che impregnano i capelli con i loro aromi seducenti. A Omoa, dove si trova anche il primo sculture di noci di cocco, la gentilezza della popolazione lascerà indelebili nel visitatore le impressioni colorate di questa atmosfera ricca di storia. Pensione completa e pernottamento a bordo

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8° giorno

FATU HIVA / HIVA OA - NAVIGAZIONE

Quando si giunge a Hiva Oa, c'è la possibilità di fare una bella escursione a piedi o con le jeep per visitare i più importanti siti archeologici dei tiki (antiche sculture religiose) Si ritorna a Hiva Oa, dove guide esperte vi porteranno a visitare la baia di Puamau in cui sono stati scoperti i più grandi “tiki” della Polinesia, strane statue ai piedi delle quali sono stati posati ciottoli, che parlano ancora il linguaggio dei tempi ancestrali. Il sito della vallata di Taaoa, come quello di Hanaui, Hanapeteo o Hanatekua, annovera migliaia di antichi luoghi di culto, “mea’e”, emersi dal nulla fra i blocchi di lava. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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9° giorno

HIVA OA / TAHUATA - NAVIGAZIONE

L'isola in cui si attracca oggi si chiama Tahuata e ha la forma di una foglia e l'aria è densa del profumo di tiare, frangipane e storia.

Tahuata (“aurora” in marchesiano) è la più piccola dell’arcipelago.
Accessibile solamente da Hiva Oa, quest’imponente isola vulcanica dai
versanti scoscesi è dominata dal monte Tumu Mea Ufa, che culmina ad
un’altezza di 1.050 m. sopra alle cinque vallate selvagge che costituiscono
l’isola. “E’ una delle rare volte in cui ho provato il desiderio di possedere della terra” scrisse il navigatore Alain Gerbault, sedotto dalla sabbia bianca e dalla verdeggiante vegetazione che riveste le baie gemelle di Iva Iva Nui e Iva Iva Iti. L’isola del monoi è l’unica dell’arcipelago ad essere circondata da formazioni coralline, che proteggono le sue magnifiche spiagge deserte di sabbia bianca, bagnate da limpide acque, come a Hana Moenoa. A pochi chilometri di distanza, il villaggio di Hapatoni, capoluogo posto sulla riva del mare, si snoda intorno ad un’ampia baia, lungo una strada costruita su un’unica pavimentazione. Case graziose, una chiesa monumentale stele commemorative conferiscono a questo villaggio una fisionomia curiosa di piccola provincia all’altro capo del mondo. Il suo centro artigianale, peraltro, ricorda che a Tahuata, quasi tutti gli uomini, giovani e meno giovani, sono scultori; questi ultimi lavorano il legno di rosa, gli ossi di cavallo oppure i rostri di pesce spada. Le sculture magnifiche, stimolano la ricerca del significato dei tradizionali motivi marchesiani.

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10° giorno

TAHUTA / UA HUKA - NAVIGAZIONE

La meta di oggi e l'isola di Ua Huka dove ci sarà l'occasione di visitare l'interessante museo, oltre ad esplorarla in 4x4. 

Ua Huka, con i suoi 77 km² di montagna, è una delle più piccole isole delle Marchesi. Riserva della “grande casa” degli dei a strapiombo sull’oceano, quest’universo selvaggio offre una natura preservata che alterna clivi scoscesi ad altipiani desertici. Queste ampie distese verdeggianti sono il regno delle capre e di circa 1.500 cavalli selvaggi, che pascolano lungo l’unica strada dell’isola, poco lontano dalla riserva botanica. Vero e proprio paradiso di piante tropicali, questo meraviglioso giardino completa l’arboreto, che raccoglie oltre 300 specie di alberi provenienti da tutto il mondo e la cui collezione di agrumi è la più importante al mondo. E’ sempre ad Ua Huka che si trovano i più antichi siti archeologici delle Marchesi, sperduti in mezzo ad un’abbondante manto vegetale. I misteriosi petroglifi di Vaikivi, scolpiti sulla pietra grigia, come pure i tre superbi “tiki”, che accompagnano i numerosi “me’ae” del sito di Hane invitano a penetrare la cultura marchesina, molto ben rappresentata nel museo comunale. L’arte tradizionale espressa nelle botteghe di fabbricazione degli arazzi di “tapa” (cortecce battute e decorate con motivi tradizionali) o in quelli di produzione dell’olio do monoi marchesiano “Kumu hei”, si manifesta specialmente nella scultura su legno o su pietra, specialità della regione. Gli artigiani, che lavorano sia il legno di “miro” o di “tou” sia la pietra vulcanica o l’osso, realizzano dei “Tiki”, delle lance o delle mazze. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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11° giorno

UA HUKA / NUKU HIVA - NAVIGAZIONE

Ultima giornata nell'arcipelago delle marchesi, nell'isola di Nuku Hiva.
La vostra nave si fermerà nel porto di Taiohae nell’isola di Nuku Hiva in
mattinata. Possibilità di ritornare nel centro città e avere del tempo libero.
Nel pomeriggio, partenza per Ua Pou, la vostra prima tappa delle isole
Marchesi. Ultima occasione per acquistare l’artigianato locale.
Pensione completa e pernottamento a bordo

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12° giorno

NUKU HIVA / BORA BORA

Intera giornata di navigazione per raggiungere l'atollo di Bora Bora.

Giornata a disposizione per relax, bagni di sole, letture, riposo,
approfondimento della cultura locale. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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13° giorno

BORA BORA

L'atollo di Bora Bora, una delle isole sottovento nell'arcipelago della Società A poco più di un’ora d’aereo da Tahiti, Bora Bora è un isola di 29 kmq. Le fanno da contorno una laguna tre volte più grande delle altre e una barriera corallina piena di isolotti che le hanno dato il nome di “perla del Pacifico”. Fa parte del gruppo di isole sottovento nell’arcipelago della Società ed è sicuramente l’isola più visitata della Polinesia francese. Sicuramente la sua laguna è uno dei motivi principali che spinge la maggior parte dei visitatori a raggiungere quest’isola. Secondo la leggenda gli dei avrebbero creato Vavau (il “primogenito”, antico nome di Bora Bora) prima delle altre isole: Mai te pō ra (“uscita della notte, mondo degli dei”) sarebbe così diventato Pora Pora, poi Bora Bora. Popolata a partire dal IX secolo, l’isola occupò un posto preponderante nello spazio politico e religioso della Polinesia fino al XVIII secolo: il re Puni di Faanui l’unificò nel XVIII secolo e conquistò le altre isole Sottovento esclusa Huahine. James Cook fu il promo europeo a sbarcare a Bora Bora nel 1769. Tapo II vi regnò dal 1812 al 1860, mentre nel 1818 ebbe inizio l’evangelizzazione dell’isola. Dal 1961 il turismo diventa la punta di diamante dell’economia locale, con la costruzione dei primi bungalow di lusso su palafitte. Vero e proprio acquario, la vasta e profonda laguna di Bora Bora possiede una flora e una fauna particolarmente ricche. Nelle sue acque è possibile ammirare le evoluzioni di una moltitudine di pesci lagunari ma anche razze manta, razze leopardo, squali pinna nera…

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14° giorno

BORA BORA / TAHITI

Arrivo alla mattina nel porto di Papeete intorno le ore 09.30, e inizio delle procedure di sbarco.

CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard   Prima colazione
Deluxe   Prima colazione

 

Dettagli
 

Tipologia di viaggio: Circuito regolare
Lingua: Multilingua
Trattamento: Pensione completa
Mezzi di trasporto: Nave; 
Paesi: Polinesia Francese; 
Passeggeri: minimo 1
Categorie: Standard; Deluxe; Superior Plus; Posto letto camera condivisa; 

    - Pernottamenti in cabina standard, se non diversamente specificato. - Trattamento di pensione completa, inclusi acqua e vino (1 bott. X 4 pax)- Escursioni come da programma con guida in inglese/francese/tedesco.IN SINTESI:1° giorno partenza dal porto di Papeete, Tahiti, alle ore 19.00 2° giorno Takapoto, Isole Tuamotu 3° giorno navigazione 4° giorno Ua Pou (Hakahau-Hakahetau), Isole Marchesi 5° giorno Nuku Hiva (Talohae) 6° giorno Nuku Hiva (Talohae-Taipivai) 7° giorno Hiva Oa (Atuona) 8° giorno Fatu Hiva (Omoa-Hanavave) 9° giorno Hiva Oa (Puamau-Hanalapa) 10° giorno Ua Huka (Haavel) 11° giorno Ua Huka (Hane-Valpaee-Hokatu) 12° giorno Nuku Hiva (Hatiheu-Anaho-Akapa) 13° giorno Nuku Hiva (Taiohae), Ua Pou (Hakahau) 14° giorno navigazione 15° giorno Pakarava, Isole Tuamotu 16° giorno ritorno a Papeete alle ore 9.00N.B. TIPOLOGIE CABINE:STANDARD: 12,5mq - aria condizionata, doccia, televisore a schermo piatto, frigo, cassetta di sicurezza.DELUXE: 13mq balcone, aria condizionata, doccia, televisore a schermo piatto, frigo e cassetta di sicurezza SUPERIOR DELUXE: 14,5mq ponte superiore, balcone, aria condizionata, doccia, televisore a schermo piatto, frigo e cassetta di sicurezza DORMITORY: 12,5mq (posto cabina condivisa) 4 letti singoli a castello

    - Tasse portuali euro 141 per persona (adulti & child)- La tassa comunale di 150 CFP a notte a persona, come da disposizioni governative che č da pagarsi direttamente agli alberghi nelle isole di Tahiti, Mororea, Bora Bora, Huahine, Tikehau, Tahaa e Rangiroa. Nell’isola di Fakarava la tassa č di 140 CFP e a Raiatea č di 100 CFP (le tasse comunali potrebbero variare senza preavviso)- Escursioni a cavallo, immersioni con bombole ed escursioni opzionali- Bevande ed extra in genere (eccetto quelle indicate nella quota comprende)- Tutto quanto non espressamente in “la quota comprende”.

    Aranui III (Nave)

    TAHITI, ISOLE TUAMOTU, TAKAPATO LAGOON, NUKU HIVA , UA POU, HIVA OA, HIVA HOA, FATU HIVA, TAHUTA, UA HUKA, NUKU HIVA, BORA BORA.

    Partenza : Milano/Roma
    Data partenza : 16/01/2016
    Ritorno : Milano/Roma
    Data ritorno : 25/02/2017

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